Alla riscoperta di detti e proverbi senesi antichi. a.c. di Emily Borrelli 1biotech

Conversando con la mia bisnonna di ben 106 anni ho potuto in più circostanze sentire detti o parole di cui ormai si è perso l’uso nel Senese. Mi sono detta: perché non riproporli? Perché rinunciare ad una saggezza che pur se piuttosto diretta, realistica, a volte esplicita, ma di una volgarità mai gratuita, ha illuminato per secoli l’esperienza di chi ci ha preceduto? Attraverso questi proverbi, queste massime si possono cogliere stralci dei quella che era la vita dei nostri nonni, una vita sofferta, semplice, ma non certo povera di sentimenti e di acuta intelligenza.
Mia bisnonna, ha sempre vissuto a Buonconvento. La trascrizione non segue regole specifiche, mira solo a restituire la sonorità del parlato popolare.

C’hai più corna te che un cesto di lumache!” (oggi l’uso di andare in cerca di lumache lungo i fossi e raccoglierle in un cesto per arricchire una dieta povera di proteine con questi gasteropodi,  come tante altre attività essenziali nel passato non esiste più, ma l’immagine viva, il significato di questa espressione non ci sfugge di certo.

se tu fossi alto quanto se’ bischero tu berresti alle grondaie” Considerate che le grondaie di solito sono poste ad altezze considerevoli.

quando la donna la move l’anca, se un’ è maiala poco ci manca!” Testimonianza di una società chiusa, gretta, maschilista e misogina o saggezza popolare?

A fa’ di bene a ciuchi si rimedia pedate!” Questa assidua e istruttiva frequentazione con animali da lavoro ormai si è persa. Asini e cavalli si vedono ormai solo al circo o in qualche fattoria didattica.

Sogni e curregge rimangono n’il letto” Quasi esistenzialista, filosofico il significato di questa espressione popolare, ma di un’immediatezza e di una evidenza così chiare cui non saremmo arrivati neanche con mille delle nostre parole.

Finché la bocca prende e il culo rende, al diavolo le medicine e chi le vende!” Diagnosi e terapia allo stesso tempo. Questo detto ci rimanda a tempi nei quali l’assistenza sanitaria gratuita non esisteva e chiamare il medico diveniva un grosso impegno finanziario.

Invito chiunque ad incrementare questo “glossario” popolare senese attraverso commenti o addirittura lettere al giornalino che contengano uno o più detti di questo tipo, senza pudori i moralismi fuori luogo. Sarò felicissima di pubblicare gli eventuali contributi.




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