Il vino e la crisi, bevi (moderatamente) che ti passa

Le aziende vitivinicole sopportano ed affrontano la crisi in modo diversoCHIANTI

Abbiamo intervistato sul tema due produttori di vino di Radda in Chianti: Roberto Bianchi, proprietario di una micro azienda locale: Valle delle Corti; Alessandro Gallo, direttore di Pian d’Abola, del Gruppo Zonin.

La crisi ha colpito l’attività vinicola? In che modo? Quali sono le aziende che ne hanno maggiormente risentito?

Roberto Bianchi – “La  crisi è stata percepita sotto molti aspetti, con grande forza e non solo in campo vinicolo.  Al vertice di tutto c’è una crisi mondiale dal 2008, iniziata negli Stati Uniti  ed arrivata in Europa. L’Italia, a causa della sua fragile struttura economico politica soffre maggiormente le difficoltà. Per quanto riguarda la crisi vinicola, ha pesato maggiormente sulle aziende di medie dimensioni. In passato. avevano realizzato grandi investimenti, innovando  vigneti, cantine. Hanno puntato sul trend positivo dei mercati sopportando, così, oggi l’inversione di tendenza. Le grandi  aziende, per le loro dimensioni e la differenziazione degli investimenti, hanno minori problemi anche se le micro-aziende familiari, come la mia, sono più indifferenti alle grandi perturbazioni economiche”.

Alessandro Gallo – “Sì,  la crisi ha penalizzato fortemente il mercato del vino sia in termini di quantità, perché le persone acquistano meno prodotto, che in termini di qualità: quest’ultimo aspetto è molto penalizzante per la  nostra zona che, per tradizione, produce vini di alta qualità.

In sintesi, il consumatore oltre ad acquistare meno, sceglie vini di pregio inferiore. Questo però non significa che un’azienda, che produce un prodotto di alta qualità, debba adeguarsi allo standard inferiore con la sua vocazione, senza mai arrendersi”.

Le produzioni locali hanno molta concorrenza o sono uniche nel loro genere?

Roberto Bianchi – “Il  Chianti Classico ha come maggior concorrente il vino prodotto in altre zone del Chianti. La definizione di “Classico” infatti indica solo vino locale e originale chiantigiano. L’altra concorrenza è quella dei commercianti che comprano il vino Chianti Classico e lo rivendono ad un prezzo più basso”.

Alessandro Gallo -”La  concorrenza oggi nel mondo del vino è oggi alta, perché le barriere tendono ad abbattersi e tutto, in un mondo sempre più perfettibile e specializzato, circola più facilmente e velocemente”.

Secondo lei quali sono le strategie per superare al meglio la crisi ?

Roberto Bianchi – “ “In un mercato globalizzato, una delle strategie importanti per chi produce beni di alta qualità, è quella di un’adeguata comunicazione. È fondamentale infatti far conoscere il proprio prodotto all’estero; inoltre, è importantissimo affinare la qualità del vino e cercare di renderlo unico nel suo genere. Per fare tutto ciò, occorrono passione e volontà. Infine, un generale consiglio è quello di scoraggiarsi e di guardare avanti”.

Alessandro Gallo – “Occorre  spingere sull’acceleratore e non abbattersi;  mai abbandonare l’importanza della qualità che deve rimanere sempre il primo obiettivo. Un altro aspetto importante è l’attenzione alla comunicazione di vasto respiro: da Internet ai giornali, alla tv e agli altri canali. Infine, il prezzo: occorre trovare un equilibrio tra venditore e compratore”.

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