la mia Argentina

di Arianna Giorgi

argentina 1Qualche mese fa, appena tornata dal mio semestre di studio all’ estero mi venne chiesto  di scrivere un breve articolo per il giornalino della scuola in cui, in teoria, avrei dovuto raccontare la mia esperienza in Argentina cercando di analizzarne gli aspetti più  interessanti in modo che questo potesse essere utile, in un certo qual modo, a tutti coloro che avessero intenzione, in futuro, di accingersi ad una simile impresa. Perchè  sì: questa è davvero un’impresa. Ma come si fa a raccontare un’esperienza del genere in un articolo? Bisognerebbe piuttosto scrivere un saggio. Forse è per questo che ci ho messo così  tanto a decidermi a scriverne uno; forse semplicemente non sapevo da dove cominciare per raccogliere “le cose essenziali” e questo è  sicuramente perchè quando vai fuori, e non ci vai da turista, tutto è essenziale; ogni secondo è fondamentale e costituisce un punto chiave nella tua trasformazione anche se, magari, sul momento non te ne accorgi. Per farla breve, quando sono partita ero un girino e ora sono una rana. Vi chiederete come sia possibile perchè  effettivamente, a volte, me lo domando anch’io: ”Com’ è  possibile che in sei mesi siano cambiate così tante cose?”

Pausa. Avete ragione, sto correndo troppo. Meglio andare per gradi altrimenti la corrente dei miei pensieri potrebbe confondervi.

Mi piacerebbe potervi raccontare dei fatti concreti, ma il punto è  che proprio non ci riesco; non riesco a trovare degli episodi in particolare da riferirvi perché  allora avrei bisogno non più  di un saggio, ma addirittura dovrei farvi leggere il mio diario, un diario in cui sono raccontati settimana per settimana tutti gli avvenimenti che sul momento avevo sentito bisogno di trascrivere. Forse pero’ dovrei soddisfarvi un po’. Intanto vi dico che là  ho trovato una famiglia meravigliosa della quale mi sono sentita parte sin dal primo momento e con la quale ho condiviso moltissime gioie, ma anche dolori. In italia ho una sorella,  eppure quando mi chiedono quante sorelle rispondo sempre, senza esitare, che ne ho due. Per continuare posso raccontarvi che a scuola ho avuto un’esperienza incredibile perché  ho avuto la fortuna di capitare in un liceo musicale e per me, che suono due strumenti è  stata davvero una manna del cielo. Mi sono fatta un sacco di amici perché gli argentini sono davvero uno dei popoli piu’ aperti e alla mano che esistano e costruire amicizie (e quando parlo di amicizie non vi parlo affatto di rapporti superficiali, ma di amicizie vere e profonde) non é stato molto difficile…

Ora pero’ non so piu’ che dire. Mi dispiace, ci ho provato, ma più di questo non posso fare. Vedete, io credo che tutti quelli che hanno avuto occasione di fare un’esperienza simile direbbero più  o meno la stessa cosa: vi direbbero che è stata l’esperienza più bella della loro vita. Non ho mai sentito nessuno dire che questa esperienza è  stata brutta o negativa. Una delle mie più care amiche, che è  partita l’anno scorso come me, ha avuto davvero grosse difficoltà mentre era via ed è addirittura dovuta tornare prima; eppure, quando mi parla di quel periodo, ha sempre il sorriso stampato sulle labbra e lo sguardo come attraversato da una leggera malinconia. Quando vi dico queste cose non voglio certo arrivare a dirvi che è stato tutto bello perché  vi starei sparando una marea di balle, ma di quelle grosse. I momenti difficili sono tanti, probabilmente sono molti di più  di quelli sereni, ma dovete fidarvi di me se vi dico che non c’è niente di più bello del sapere di essere stati in grado di affrontarli.

Altra pausa. “Ma quante pause fa questa?”  vi starete chiedendo. Il fatto è  che se non faccio così  finisce che mi faccio prendere troppo la mano e allora altro che saggio e diario, qui si arriva all’enciclopedia anche se dubito fortemente che sotto la voce “scambio interculturale”, se esiste, ci siano scritte tutte queste cose.

Per concludere proverò  a fare una cosa. Cercherò  di dare una definizione alla mia Argentina. Premetto che io mi sono innamorata di questo paese perché  mi ha dato tantissimo e perché  mi ha fatto diventare grande facendomi capire chi è Arianna e soprattutto come vuole essere Arianna perché, alle volte, non conta tanto come siamo, ma come vogliamo essere.

E allora com’è la mia Argentina? La mia Argentina è  come i baci non dati: tutti sanno che, quando si e’ innamorati, i baci non sono mai abbastanza.

Arianna Giorgi,

5^A linguistico




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